


Articolo pubblicato sul N°63 di CarpaXTutti Aprile2010
Acqua fredda
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Quando
all’improvviso arriva l’inverno con il suo freddo pungente, dopo
quell’autunno che, sembra non finire mai, caratterizzato da temperature
miti,
molti di noi attaccano le canne al chiodo fino all’arrivo di una nuova
primavera.
Pescare con il giaccio fuori dalla tenda e immersi nel fango per le continue
piogge, sicuramente non è gradevole. Ma per chi la pensa come me, le
soddisfazioni più grandi arrivano sempre quando il gioco si fa più
difficile!
Catturare anche solo una carpa di piccolo taglio in inverno diviene per noi
un grande successo e tornare a casa con l’attrezzatura bagnata e piena
di fango è il prezzo da pagare per la nostra perseveranza.
Le carpe e l’acqua fredda
Come tutti sanno l’acqua
fredda influenza il ciclo vitale delle nostre amiche baffute che per tutta la
stagione calda hanno mangiato il più possibile accumulando grasso come
scorta energetica da poter utilizzare durante i periodi freddi. Periodi in cui
l’attività delle carpe diminuisce costringendo così le nostre
amiche a stare il più immobile possibile e non sprecare energie fondamentali
per resistere a temperature dell’acqua molto basse.
Questo però non vuol dire che in inverno le carpe non mangiano, ma semplicemente
che in inverno le carpe sono molto più apatiche e non hanno bisogno di
mangiare grosse quantità di cibo come invece succede durante il periodo
caldo.
Le carpe più grosse risentono comunque della temperatura dell’acqua
ma essendo più robuste rimangono molto più attive delle loro sorelle
minori. Inoltre per mantenere la loro grossa costituzione hanno bisogno di nutrirsi
spesso anche durante l’inverno.
La media delle partenze in acqua fredda sicuramente diminuisce, ma aumenta la
possibilità di catturare una bella big. Più di una volta mi è
capitato di pescare in luoghi dove la media, per 10 mesi l’anno, è
sempre stata di 10 kg , ma in inverno se non si cappotta, si prendono pesci
al di là di ogni aspettativa.
Purtroppo però, in acqua fredda, dobbiamo variare un po’ la nostra
tecnica di pesca selezionando con cura le nostre esche e razionando la pasturazione.
Infatti, le grosse quantità di granaie che utilizziamo in periodi caldi
va sicuramente limitato o addirittura, in alcuni casi, abolito.
Io in inverno limito vertiginosamente la quantità di pastura gettata
in acqua. Difficilmente lascio più di due cucchiaiate scarse di pastura
e una diecina di boiles nei pressi dell’innesco.
In più elimino il mais concentrando tutte le mie energie su una pastura
composta da tiger nuts, pellets e canapa.

Una pastura per l’inverno
In particolare le tiger
nuts hanno la capacità di essere espulse in breve tempo dalla carpa poiché
sono un alimento ad alta digeribilità. Poche di queste noccioline ben
bollite e zuccherate a dovere vantano una capacità attrattiva in acqua
fredda che non è paragonabile ha nessun altra granaia . Essendo più
grosse dei chicchi di mais vengono ingerite più difficilmente da pesci
di disturbo, restando il più possibile sul fondale nella zona pasturata.
Uno studio fatto anni fa, da un famoso ittiologo, diceva che il 92% delle tiger
ingerite da una carpa viene espulso nel giro di pochissimo tempo.
Con le tiger possiamo creare la base della nostra pastura invernale. Io di solito
per sessioni di due tre giorni non preparo mai più di tre kg di tiger
nuts inserendo da uno a due kg di zucchero.
L’aggiunta del pellet invece visto il suo scioglimento molto più
lento in acqua fredda serve per tenere comunque una base di cibo nella zona
dove stiamo pescando e in più sfruttare l’olio di pesce che durante
il discioglimento rimane sul fondale essendo di peso specifico superiore all’acqua
.
L’olio sprigionato dai pellet si propaga il meno possibile proprio grazie
all’acqua fredda, infatti, quei pellet al pesce che in estate si sciolgono
in un paio d’ore costituendo un attrattiva immediata, in inverno hanno
la qualità di rimanere il più a lungo possibile dandoci la possibilità
di tenere lo spot pasturato senza utilizzare grosse quantità di pastura,
concentrando tutti i pesci in uno spazio molto ristretto.
Fondamentale però diviene il ruolo della canapa. Può mandare i
pesci in frenesia alimentare anche in pieno inverno e se la cuociamo insieme
con una spezia, come ad esempio del peperoncino (senza esagerare nella dose),
possiamo ottenere un’attrattività di grande efficacia. I piccoli
semi di canapa vengono digeriti velocemente e quando la carpa inizia a trovarli
sul fondo non smette di mangiarli finche non sono finiti. L’olio che viene
fuori dai semi durante la bollitura è qualcosa di fenomenale che fa impazzire
le nostre amiche e si propaga in acqua fredda senza nessun problema.
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Velocizzare la partenza
Utilizzare un aroma o
uno sciroppo da inserire nella pasture dello stesso gusto dell’innesco
che useremo per la sessione ci da la possibilità di ridurre ancora di
più il tempo di cattura sul nostro spot.
Se inseriamo un aroma all’ananas e peschiamo con una boiles all’ananas
della stessa identica marca, la carpa dopo due boccate di pastura sentirà
il gusto e seguirà gli impulsi fortissimi della nostra pallina disciolti
nell’acqua trovando la boiles in pochissimo tempo. Come già accennato
in precedenza, visto che le carpe in inverno mangiano pochissimo, il segreto
fondamentale in acqua fredda è fare in modo che la carpa che viene attirata
sulla zona pasturata mangi il meno possibile e cada subito sull’innesco
che nasconde il nostro affilatissimo amo.
In inverno preferisco
utilizzare aromi con base alcolica piuttosto che al glicole, questo perché
la propagazione dell’alcool in acqua fredda è superiore a quella
del glicole che richiede una temperatura dell’acqua più elevata
per poter rendere al meglio.
Sicuramente una boiles con una base al glicole è più indicata
per una temperatura dell’acqua più elevata entrando in pesca velocemente,
ma, in acqua fredda a farla da padrona è sempre una boiles a basa alcolica.
E’ più costante e duratura per i tempi di attesa che in acqua fredda
si dilungano prima di sentir gridare increduli i nostri avvisatori.
Alex Bigozzi
